PAGELLE GENOVA 2016


Qualcuno le aspettava con ansia, qualcuno se n’era dimenticato e qualcuno era ancora nella sacrestia del paesello pregando che i fatti di Genova non uscissero mai. Invece eccole, con qualche giorno di ritardo, le tanto attese PAGELLE. In linea generale, dal punto di vista dei risultati, questo torneo è stato talmente deludente che in confronto il campionato di Milan ed Inter è stato epico. Numeri alla mano ecco quello che abbiamo racimolato in 2 giorni di partite imbarazzanti:

  • 5 partite – 1 vittoria;
  • 4 goal fatti di cui DUE del nostro PORTIERE;
  • 23678 foto di cui manco una decente;
  • 456 cocktails;
  • 2 bottiglie di prosecco
  • Innumerevoli figure di merda.

A parte questo si può dire che il weekend è stato decisamente produttivo.


DANIELE TOSELLO: Inutile dire che in porta è sempre una sicurezza, ma quest’anno è stato pure un bomber di razza e la doppietta gli garantisce il titolo di capocannoniere della squadra. Purtroppo sfoggia poco la divisa rosa che tanto lo ha reso un vero sex simbol nel passato; la difesa però continua a farlo imprecare come Buffon dopo un over 2,5 mancato per un autogoal al 96esimo. CERCA DI ESSERE UN TENERO AMANTE, MA FUORI DAI PALI NESSUNA PIETA’.

 

ANDREA NASSO: Un vero e proprio terzinaccio da paese: baricentro basso, collezionatore di tibie e rogna in corpo che manco Gattuso di fronte ad un gatto. Per tutto il torneo prova ad azzopparne almeno un paio ma quest’anno gli avversari pare avessero fatto un corso di sopravvivenza estrema prima di giocarci contro. La sua tenacia però lo premia: attaccante lanciato a rete e Andre si “sacrifica” per la patria fermandolo alla sua maniera: sforbiciata sui malleoli e rosso diretto. POESIA.

 

VARRIALE VINCENZO: Con grandissima umiltà lascia la fascia di capitano, ma in difesa le sue linee guida sono di riferimento fondamentale per i compagni ed il 118. Quando lo abbiamo visto alla prima partita senza il suo fidato mp3 è sceso il gelo, ma fortunatamente nei 2 matches successivi si ricorda di aver creato una nuova playlist nel lettore e si riscalda al ritmo dei migliori successi di Tonio Cartonio. Il suo weekend finisce il sabato pomeriggio dopo essersi spaccato durante la terza partita, gettando nel panico la Personal Trainer che ha dovuto lavorare come mai in vita sua per rimetterlo in sesto. VARRIALE’S ANATOMY.

 

BELTRITTI ALBERTO: Il mister gli consegna la fascia di capitano nella prima partita ed Alberto si fa la pipì addosso per l’emozione. Inizia il riscaldamento e subito ritorna alla realtà e la sua presenza in campo si fa sentire: uno dei migliori in una retroguardia non brillantissima. Rimane un mistero come ogni domenica mattina, di ogni benedetto torneo, sia sempre in forma Champions nonostante quell’infoiata della fidanzata. PROFESSIONALITA’ AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’.

 

BORIO SIMONE: Parte con grande entusiasmo alla volta di Genova ma sul pullman viene affiancato da Fiori ed allora si incupisce come “Genny Savastano” in caserma. Pendolino tutto fare, un jolly importante per mister Crivelli. STA SENZA PENSIER.

 

GROSSO LORIS: Uno dei giovani promettenti della sezione, gioca anche un buon calcio. Aria da bravo ragazzo di paese. Da rivedere alcune amicizie per la serata del sabato. DAWSON’S CREEK.

 

MULASSANO ALESSIO: Nonostante la giovane età, resta uno dei pilastri della sezione. Pur giocando poco (considerando anche i ferri da stiro che si ritrova al posto dei piedi) non si lamenta mai. Imbarazzanti le foto della serata di sabato, dove nemmeno vedere Roland andare in bianco lo fa ridere. FELICITA’.

 

BASANISI GIUSEPPE: Vi ricordate le prestazioni dentro e fuori dal campo di Aosta? Dimenticatele. Se in campo cerca di dare il meglio di sé, il sabato sera sovverte ogni pronostico e si riduce peggio di Paul Gascoigne dopo una festa della birra a Paroldo. Leone in discoteca con litri di alcool, arriva in Hotel sparando 600 parole al minuto e strisciando come un Marines Americano. SALVATE IL SOLDATO BASANISI.

 

MBALLA MANFRED: Il neo acquisto della sezione si presenta ai nastri di partenza con tanto entusiasmo, ma la cameriera della pizzeria gli stronca ogni sogno di gloria non portandogli la caraffa d’acqua a cena. Terzinaccio tutto nervi, perde un paio di palloni che manco Abate con le emorroidi. Lo aspettiamo al prossimo torneo, magari a far saltare qualche perone insieme a Nasso. ASPETTANDO MANFRED.

 

SABA STEFANO: Ben lontano dai fasti di Aosta, risente della condizione imbarazzante generale della squadra. Fa schifo pure a tavola dove mangia qualsiasi cosa gli passi davanti agli occhi. Qualcuno giura di aver visto il direttore dell’albergo subire una richiesta di pizzo dal cugino di Provenzano dopo aver dilapidato tutto il capitale sociale in colazione, per Stefano. TRITATUTTO.

 

JACOPO TALAMO: Diversamente dal suo compare, Jacopo migliora molto rispetto al torneo di Aosta. Gioca bene nonostante il non facile ruolo di centrale a centrocampo. Inguardabili alcuni outfits con i quali si presenta in Liguria. MA COME TI VESTI?


ISOARDI PAOLO: Il Mister lo elegge (fra gli incubi dei compagni) uno dei nuovi capitani della squadra con la speranza di dargli più responsabilità. Paolo ripaga la fiducia di Igor bevendosi, il sabato sera, anche l’acqua del cesso. Da incubo alcuni video che lo ritraggono a cercare acari sui tappeti dell’Hotel. In campo non sfodera grandissime prestazioni il sabato, figuriamoci la domenica. ASPIRAPOLVERE FOLLETTO.

 

FIORI NICOLO’ LUIGI: Partecipa al torneo solo il sabato e pur non giocando molto, tiene sempre alto il morale della squadra parlando come una donna durante una seduta di shopping ossessivo compulsivo. Prova a fare conversazione con Borio durante il viaggio d’andata ma di risposta si ritrova a parlare con la sua coscienza (fino a quando, anche lei, non decide di buttarsi dal finestrino). Se ne va la domenica mattina alle 6 fra l’indifferenza generale. I suoi compagni si accorgono della sua assenza solo nel pomeriggio quando sul pullman regnava un silenzio surreale. CHI L’HA VISTO.

 

RIBERO LUCA: Altro giovane per la Sezione, di poche parole ma sempre pronto a dare il suo contributo ogni volta che viene impiegato in partita. Con qualche lezione in più dagli “anziani”, il prossimo anno darà sicuramente di più alla causa. SOLDATINO.

 

BELLINI LUCA: Giunge a Genova sperando di avere un po’ di libertà, ma Angeli gli sbarra subito la strada obbligandolo alla libertà vigilata con firma obbligatoria. Traumatizzato dalla pizza del venerdì sera, in campo regge il contraccolpo psicologico-culinario e fa vedere le sue qualità. PRISON BREAK.

 

GHIO SIMONE: Quando ha confermato la sua presenza al torneo ma non quella della sua ragazza, tutto lo staff ha fatto salti gioia, ma vedendolo in campo ci siamo rassegnati capendo che lo scorso anno la colpa delle sue prestazioni non erano della sua fidanzata, ma bensì dei suoi piedi di balsa. Facessimo un torneo di bici da corsa con lui saremo a posto, ma per ora ci tocca avere gli incubi e basta. Anche lui ci abbandona la domenica per tornare a casa a studiare, che bravo ragazzo! SECCHIONE.

 

NADIR TRABELSI: Incredibilmente gioca meglio fuori dai pali che dentro (ci va anche poco), ma è uno dei pochi che conduce palla a testa alta. Anche lui fa il leone il sabato sera e la domenica mattina lo vediamo arrivare da solo al campo più stanco di Cassano dopo 3 ore di lezione di Italiano. ALLA SERA LEONI, AL MATTINO…

 

PAOLO FRAU: Non poteva mancare la nostra figura di riferimento a centrocampo soprattutto nelle faccende di risse, insulti ed entratacce. Litiga con tutto quello che gli passa fra i piedi: da sottolineare un delizioso battibecco con un collega di Venezia a cui, dopo essersi ricevuto un “mangia bagna cauda”, promette una gondola sulla schiena. IL CANAL, CHI GA SUGA IL CANAL.

 

FRANCO FEDERICO: Arriva la domenica dopo una serata “bagordina” ma il suo fisico da sollevatore di ipotesi non si scompone e gli permette di giocare bene e di dare una quadra in mezzo al campo. Purtroppo per lui nessuna incursione a piedi uniti nelle gambe degli avversari come lo scorso anno e questo getta nello sconforto i suoi compagni di squadra. NO TIBIA, NO PARTY.

 

YASSIN EL FARIR: Ogni anno puntiamo tutto sulla sua classe, eleganza e piedi fatati, ma poi ci svegliamo tutti sudati. Porta allegria al gruppo, sparando minchiate ad una media superiore a quella di un concorrente medio del Grande Fratello. YASSIN, SEI STATO NOMINATO.

 

SAHBANI AMMAR: Anche quest’anno avrebbe potuto ricevere la pagella insieme al suo compare Marzoug, ma la presenza costante di quelle sobrie cuffie che portava anche a pisciare, lo hanno eletto come tamarro numero 1 del gruppo. DEEJAY.

 

MARZOUG ANES: Le sue qualità non si discutono, ma anche lui si presenta con abbigliamento da rivedere soprattutto per quanto riguarda la giacca di renna passata di moda nel 1992. Grande prova di maturità quando, sul pullman, evita di mozzare le dita a Mulassano dopo che gli ha offerto pane e salame. SAVOIR FAIRE.

EL FAROUQUI OMAR & GABARDI SOHAIB: Impossibile non nominarli insieme, più affiatati di cip e ciop, giocano discretamente bene solo il sabato. La domenica mattina non riescono ad arrivare in tempo al ritrovo facendo imprecare Marco che per poco non gli vengono i capelli bianchi. GIANNI E PINOTTO.

 

ANDENG ROLAND: Il peggior personaggio che la Sezione poteva arruolare. Nessun dubbio sulle sue qualità sportive: si improvvisa portiere e prende meno goal di Tosello. Ci rimane più di un dubbio su quelle di Latin Lover: viene distrutto moralmente da un assistente arbitrale donna che lo rifiuta peggio di Galeazzi con Diletta Leotta. RITENTA SARAI PIU’ FORTUNATO.


GITTO SIMONE: L’età e la presenza di tutti sti giovani, non gli permettono di giocare tantissimo, ma la sua personalità la si sente nello spogliatoio ed il sabato sera a cena. Parte subito bene con una bottiglia di Nebbiolo che lo portano a dare spettacolo per tutta la serata, facendo divertire tutti, grazie anche alla sua “erre moscia” che lo rendono quasi un nobile. Non molla un colpo per tutta la festa e intrattiene il redattore una buona mezz’ora sul matrimonio e figli.Il giorno dopo è più in forma di molti atri giovani presenti. ESPERIENZA DA VENDERE.


MARCO ANGELI: Le ginocchia ed il fisico alla Ronaldo (non Cristiano), gli impediscono di scendere in campo. Si autonomina team Manager della squadra mantenendo egregiamente le redini di sti scappati di casa. Durante la cena viene deriso dai commensali riguardo le sue scelte “poco mascoline” in fatto di cocktails; perde definitivamente le staffe quando all’arrivo del cibo nota l’assenza delle bevande ed esprime tutto il suo disappunto con la frase: “E’ arrivato da mangiare ma cosa beviamo, l’acqua del mare D*o fa!?” BON TON.


MISTER CRIVELLI: Come sempre prepara questo torneo con scrupolo ed attenzione ai dettagli, ma gliene sfugge uno solo: siamo delle pippe colossali. Viene consolato da un’insperata vincita alla SNAI e in preda ad un attacco di generosità offre abbondantemente da bere ai suoi consociati. Forse avrebbe dovuto togliere prima dalle mani di Basanisi le bottiglie di prosecco che lo hanno obbligato a sorreggere il terzinaccio fino al cesso in Hotel dove lo ha abbandonato come un cane in Autostrada. OPERATORE SOCIO SANITARIO.

 

FABIO RENO E CONSORTE: Il vice presidente non delude mai. Riesce nell’impresa, durante l’ora e mezza di viaggio, di raccontare tutta la sua vita da Finanziere. Restiamo affascinati quando ci racconta della sua esperienza come aiutante per i corsi da fidanzati: d’ora in poi quando vedremo una coppia in cui l’uomo parlerà più della donna, capiremo da chi avranno preso l’esempio. GUIDA SPIRITUALE.

 

LE TIFOSE: Come ad ogni torneo, la presenza della Wags non può mancare. Invidiate in tutto il mondo per i loro fidanzati, non fanno mai mancare il loro apporto di tifo. Purtroppo la squadra, a differenza di Aosta, è più noiosa di una puntata di Porta a Porta che parla dell’ultimo libro di Salvini, perciò le dolci donzelle cercano di consolarsi sognando incursioni dalle Alpi alle Ande in sella ad un cavallo con il Vikingo di Genova 2. SI SALVI(NI) CHI PUO’.


L’AUTISTA: Come ogni torneo che si rispetti, non può mancare il nostro autista preferito: il traffico di Genova getterebbe nel panico qualsiasi conducente, ma non lui. Si fa spazio fra le auto ed i semafori con un’arroganza che manco Ibrahimovic durante le interviste. CAZZO GUIDI!?