PAGELLE AOSTA 2017

Fra alti e bassi, scoloriti e colorati, giovani e vecchi, tette finte e tette vere, si è concluso un altro torneo dell’Amicizia di Aosta. Atteso come si attende un enfisema polmonare.

I presupposti per un grande torneo c’erano tutti: giocatori e dirigenti in coma farmacologico alle 5 della mattina, puzza di salame già dalle 7, colazione in autogrill stipati come Cinesi in gita alle Cinque Terre e una scorta di crostatine che se il Sig. Mulino Bianco l’avesse saputo, ci avrebbe nominato nel Consiglio di Amministrazione con il 51 % delle quote. Unica nota negativa, il bellissimo pullman e l’autista capace; non abbiamo rischiato nemmeno una volta l’incidente o l’ingresso in contromano. Al prossimo torneo si consiglia un cambio di compagnia.

Sportivamente parlando la Sezione di Cuneo (detentrice del titolo) ottiene un ottimo terzo posto, sconfitta in semifinale dai “cugini” di Bra che non ci ha fatto girare i coglioni per nulla: qualcuno giura di aver visto Roà andare a strappare le assicurazioni dalle loro macchine e fare una soffiata alla Municipale. Da rivedere la prova degli “ormonauti” che per l’ennesima volta provano ad andare a rimorchiare in discoteca ma tornano a casa con più delusioni che cubetti di ghiaccio nel bicchiere.

DANIELE TOSELLO: immancabile fra i pali come una bestemmia durante il tressette in bocciofila, il nostro ex confettino ha il compito di fare da chioccia per il nuovo arrivato Nicolò, con un risultato alquanto discutibile ma avrà sicuramente tempo i prossimi anni per peggiorare la situazione. Il caldo delle partite lo prova fisicamente a tal punto da dover andare a dormire alle 8 del sabato sera in preda alle visioni mistiche di Borgis in minigonna. OKI TASK

FILIPPO CEDRO: L’erede di mister Varriale dimostra, nonostante la giovane età, di essere entrato nello spirito del gruppo aia cuneo: monta infatti due piedi sinistri che non lasciano spazio alle interpretazioni. Ottime e di personalità le sue gare. DOTTOR SCHOLL

ALBERTO BELTRITTI: Ormai provare a descrivere questo “immenso” giocatore è cosa inutile. Su quella fascia destra sembra Cafù durante una seduta in camera iperbarica, il ruolo di capitano lo porta a protestare come una donna mestruata di fronte ad un’amica con il vestito uguale al suo. Lo scatto più importante del Torneo lo fa alzandosi dalla sedia per andare a prendere la coppa per il 3° posto. OSSIGENO TERAPIA

NICCOLO’ RECCHI: Altra grande scoperta di questa stagione: dalle sue parti praticamente non si passa, in ogni partita erge un muro in difesa che in confronto un muratore Bergamasco sembra giochi con i lego. Speriamo continui su questa strada, altrimenti ne costruirà una direttamente lui a mani nude. EDIL RECCHI

NICO MARTINENGO: Era dall’ultima partita da sobrio di Gascoigne che la nostra squadra non aveva un terzino sinistro così bravo: mette in pratica alla lettera tutte le indicazioni che mister Varriale gli dà durante gli allenamenti, compreso il cambio pannolone giornaliero ad Angeli. SOLDATINO

GIULIO DEVALLE: Corre in campo, corre per andare al bagno, corre per andare a mangiare, corre per andare a dormire…insomma corre. Lascia basiti i compagni di squadra quando ogni tre per due chiede infrazione di passi degli avversari all’arbitro. Gli occhiali grandi e tondi gli donano un non so che di...magico. HARRY POTTER

NICOLO’ FILIPPI: Essere l’erede di “confettino” Tosello forse era peggio che “erede” di Franco, ma Nicolò non si lascia intimorire, mette la divisa da portiere e difende bene i pali della nostra porta. Si prende la rivincita il sabato sera, lasciando in mutande Roland a poker. Peccato non aver preso il premio come più giovane del torneo, nonostante il tentativo di falsificare la carta d’identità pagando un tossico Valdostano. FALSARIO

LORENZO TERRENO: Si presenta il sabato mattina come Carla Bruni alla cena dell’Associazione produttori di Baguettes ma il suo apporto a centro campo è fondamentale. Realizza di rapina il goal della bandiera in semifinale con Bra. Fastidiosa però la sua campagna elettorale continua durante tutta la permanenza, promettendo piste di atletica in casa di ogni onesto cittadino. CETTO LAQUALUNQUE

PAOLO ISOARDI: Ormai uno dei veterani della squadra, il Mister gli concede la tanto amata numero 7, rendendosi poi conto che se gli avesse concesso il conto in banca forse sarebbe stato più tranquillo. Riesce a mettere il timbro anche in questo torneo così come alla festa del sabato sera bevendosi pure l’acqua dei fiori.  ALTISSIMA, PURISSIMA, LEVISSIMA.

LUCA BELLINI: Più maturo rispetto agli scorsi tornei, il mister gli affida le chiavi del centrocampo ma lui le fa cadere nel primo tombino incontrato. In campo si dà comunque da fare, corre e gestisce bene il gioco. Quando però arriva in albergo, crolla come un vecchietto che ha passato la giornata a guardare i cantieri. DURACEL MA NON TROPPO.

SELDI COKU: Le sue doti non si discutono, un vero jolly per la squadra visto che, oltre che in attacco, può anche giocare a centrocampo e volendo anche in porta. Tutti i suoi giochetti dove perde sistematicamente il pallone, però, fanno bestemmiare anche una congregazione di suore Orsoline ai piedi del Monte Bianco. GERMANO MOSCONI

FILIPPO GHIO: Alla notizia di un Ghio nella rosa dei giocatori, il Mister ha tentato il suicidio assistito ascoltando un cd di file audio di Fabio Reno sul calcio giovanile in Mozambico, ma fortunatamente non era Simone ma Filippo che non ha assolutamente fatto rimpiangere il fratello maggiore facendosi sempre trovare pronto durante le partite. Dal prossimo torneo, chissà, potremmo ammirare insieme i fratelli Ghio in campo ed il mister impiccato in panchina. MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO

LUCA RIBERO: Il politico della nostra sezione: non si perde un comizio de La Rosa nel Pugno e Pensionati invalidi. In campo sembra più un attivista del Movimento 5 ferri da stiro, ma il suo apporto è comunque importante per gli assistenti di parte che, vedendolo scorrazzare sulla fascia, provano ad ustionarsi la lingua contro la recinzione rovente del campo. GEPPE BRILLO

STEFANO SABA: Se qualcuno sperava di vedere il Saba del torneo di 2 anni fa è rimasto deluso. In questi due anni, grazie al regime alimentare di un maiale da macello, Stefano ha perso quello smalto che lo ha contraddistinto in passato; ha chiesto a Talamo di rimetterglielo ma si è trovato gli incisivi piantati nella cover del telefono. Come diceva sempre mio padre: meglio vestirlo che dargli da mangiare. MASTER CHEF

IACOPO TALAMO: La maggiore età, il numero di squinzie schiacciate e la capigliatura da tronista di Uomini e Donne, probabilmente lo hanno incoronato giocatore più tamarro della sezione. Questo fardello non gli ha impedito però di giocare bene e di mettere in mostra le sue qualità. Encomiabile la pazienza che ha nel sopportare Saba quando gli chiede di fargli la pedicure. ESTETISTA

ROLAND ANDENG: Inutile negare che tutte le nostre speranze in fase offensiva erano poste su di lui. Roland non ci delude e delizia le platee con due splendide punizioni. Mai stanco, si rende disponibile anche ad arbitrare le altre partite del torneo, con risultati eccellenti: non viene preso a calci in culo. Incredibilmente quest’anno riesce nell’impresa di non perdere il cellulare. Sarà sicuramente per la prossima volta. UNABOMBER

FEDERICO FRANCO: Si presenta al torneo solo il primo giorno, proprio per questo non viene espulso in semifinale. La lunga ed estenuante stagione alla CAI ne limitano un po’ le prestazioni, ma il tocco palla resta quello di un tempo e l’esperienza da veterano lo porta a litigare solo una volta con un avversario colpevole di averlo preso per il culo sul taglio di capelli. Ma a noi è piaciuto così, tutto il resto è noia. FRANCO...CALIFANO

ALESSIO MULASSANO: Rispetto alla scorsa edizione, Alessio ha finalmente imparato a fare i passaggi di piatto destro (il sinistro per precauzione lo lascia in albergo per non deteriorarlo al sole) e nonostante giochi in totale 10 minuti in tutto il torneo, non si lamenta mai. Grande spirito associativo. GABIGOL

EZIO LEONE: Viene recuperato mentre dorme in macchina a Collegno come uno spacciatore di LSD scadute e risente inesorabilmente dei bagordi della sera prima con l’età che non lo aiuta molto. Ci è piaciuto però come si è ambientato nel gruppo azzeccando meno palloni di Ronaldo il fenomeno dopo una cena alla società operaia di Rio. ALLA SERA “LEONE” AL MATTINO…

FRANCESCO SQUILLACE: Ragazzo timido ma che sa il fatto suo, gioca e si diverte. Passa il sabato sera ad ascoltare i consigli elettorali di Ribero. NOTTI MAGICHE

SIMONE GITTO: Anche per lui gli anni passano inesorabilmente ma la mente resta quello di un ragazzino che si diverte con tutti. Viene utilizzato dal Mister per risolvere le varie problematiche di gioco in cambio di crostatine fresche. Quest’anno purtroppo non segna per la disperazione dei compagni ma per la gioia della moglie che per la prima volta in 6 anni non deve prenotare ecografie. LA TATA

GEORGE KIMBENI: Poter schierare la coppia Balotelli – Mbappè (Kimbeni – Andeng) titolare era troppo allettante per il Mister che dopo averli visti in amichevole già sognava la doppietta storica, ottenendo però solo la doppietta al pranzo di gala con il piatto di carne. George ha mostrato al torneo le sue qualità segnando però solo su rigore; siamo sicuri che ai prossimi tornei riuscirà a fare meno schifo di Roland. ASPETTANDO GODOT

VINCENZO VARRIALE: Dopo la trionfale edizione 2015, ormai l’ex Capitano mette le vesti dell’allenatore, giocatore, direttore sportivo, amministratore delegato, addetto all’arbitro, dirigente accompagnatore ufficiale e meccanico del pullman. La sua meticolosità nel preparare gli allenamenti e le partite portano notevoli miglioramenti nel gioco della squadra: alcuni giornalisti di eventi paranormali giurano di aver visto la squadra fare 3 passaggi di fila giusti in almeno 3 occasioni in 2 giorni. Immancabile il lettore mp3 con i più grandi successi di Mario Merola. O ZAPPATORE

MATTIA MASSIMINO: Sperava di poter passare un tranquillo weekend, ma gli affidano le veci di Fabio Reno e lo gettano nella disperazione più totale: tenta in extremis di studiarsi la rivista “La terza categoria in Molise: dalla A alla Z”. Desiste quando Giorgia lo minaccia di non portare la crema da sole. ORATORIANDO S’IMPARA.

IGOR CRIVELLI: Partecipa a questo primo torneo come presidente e mantiene la tradizione dei suoi predecessori: al primo anno non vinco un cazzo. In qualità di responsabile della Sezione, obbliga i minorenni a tornare presto in albergo con la scusa di dover altrimenti passare la notte a sentire le direttive di Roà sugli spostamenti in campo. Si guadagna comunque la finale come Assistente n.2 facendo vedere a tutti che lo smalto dei vecchi tempi non è stato perso. Forse sarà passato da Talamo. VECCHIA VOLPE

MARCO ANGELI: Viene al torneo solo per allentare la pressione per la sentitissima finale di Champions. La sua squadra però lo tradisce clamorosamente e passa il sabato sera a disperarsi e ad imprecare come Cantoro quando vede arbitrare Tosello. MARCO MASINI

ROBERTO BORGIS: Si aggrega al gruppo all’ultimo momento ma la sua presenza è fondamentale per la sapienza con cui sparge pillole di saggezza: “Francesca (Villari ndr), piuttosto che parlare con te preferisco farmi un bidet con la sabbia”. POETA

FRANCESCA VARRIALE: Immancabile la sua preziosa presenza a bordo campo nel preparare beveroni al gusto limone scaduto per rifocillare i morti viventi in campo e nel gestire la compilazione delle distinte. L’assenza del fidanzato Luca non la destabilizza, lo ha infatti legato in cantina in attesa del suo ritorno a casa. HOSTAGE

FRANCESCA VILLARI: Non c’è torneo dove non ci sia la nostra massaggiatrice ufficiale. Sempre pronta e scattante nel momento del bisogno, il suo tocco è miracoloso per le articolazioni ormai scadute di molti di noi. Per la prima volta, però, porta ad Aosta le sue tette nuove: il Mister prova a convincerla a farle vedere agli avversari per distrarli ma Alberto si oppone in maniera decisa vantandosi della proprietà intellettuale che esercita su di esse. P.T. PERSONAL TETTE

GIANFRANCO ROA’: Arriva il venerdì pomeriggio vestito da assicuratore in preda a trattative ossessivo-compulsive: camicia bianca, anello d’oro, due cellulari e bestemmia facile al telefono. Durante le partite si aggira con aria inquietante manco fosse Il Padrino. Si fa notare solo perché dopo il suo passaggio gli arbitri disegnano quattro quadrati agli angoli del campo prima dell’inizio della partita. THE BOSS

LE TIFOSE: Chiara – Giorgia – Cristina: Caldo torrido, vento e partite al limite del suicidio. Tutto questo non ferma le nostre eroine che supportano la squadra ad ogni partita parlando di shopping online e della scomodità dei tacchi 12. Un giorno verranno insignite con la medaglia al valor civile o magari con una crostatina. WAGS MULINO BIANCO

L’AUTISTA: Dopo anni con Fisichella ubriaco, la Sezione ha trovato finalmente il suo Vettel: per la prima volta non si rischia nemmeno per mezzo secondo l’incidente o l’investimento di vecchiette sulle strisce pedonali. Ci allarmiamo però nel vederlo al tavolo con Gitto, Crivelli e Borgis dove la bevanda meno alcolica è il San Simone a fine pasto. AMBROGIO

PARIDE: Per la prima volta nelle nostre pagelle compare anche il mitico Paride, gestore dell’Hotel di Sarre che per anni ci ha gentilmente ospitato nei vari tornei Aostani. Essendo sempre abituato ai nostri piccoli Pullman, non crede ai suoi occhi quando ci vede arrivare con un transatlantico, rischia talmente tante volte l’infarto nel vedere l’autista far manovra nel suo parcheggio che i capelli gli passano da neri a bianchi senza l’ausilio del suo parrucchiere di fiducia: Gino detto “Parkinson”. L’OREAL